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Spalletti, Napoli, Figc: se il ct della Nazionale lo decidono gli avvocati

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Più che una scelta tecnica si profila come una battaglia legale l’individuazione del sostituto di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, a cui Mancini ha imputato il suo addio (respingendo la ricostruzione secondo cui la vera causa sarebbero i petroldollari sauditi) il sostituto l’avrebbe già scelto: Luciano Spalletti, tecnico che si è dimesso dalla panchina del Napoli dopo aver portato lo Scudetto ai piedi del Vesuvio.

Ma il nodo è proprio la motivazione che vede il tecnico campione d’Italia senza panchina. Spalletti ha salutato, dicendo a De Laurentis di volersi prendere un anno di pausa. Forse aspettandosi una chiamata importante da parte di un club europeo dopo la strepitosa stagione.

O la chiamata di una nazionale, con il tecnico che non aveva nascosto il sogno di poter allenare la Nazionale azzurra un giorno.

De Laurentis lo ha lasciato andare, pretendendo però, comprensibilmente, una clausola con una penale nel caso in cui Spalletti avesse accettato un’altra panchina per il tempo in cui sarebbe dovuto essere sotto contratto con il suo Napoli. Una penale lorda di 3 milioni di euro (ora a circa 2 milioni e 650mila euro), cifra ritenuta il giusto risarcimento. Anche perché il patron degli azzurri ha pensato che, qualora una chiamata ci fosse stata, si sarebbe trattato di un sodalizio, club e nazionale, in grado di assicurare un lauto compenso all’allenatore e un importante risarcimento al Napoli.

In questa situazione, il prossimo ct della Nazionale sembrano doverlo scegliere gli avvocati, appunto. La Figc va avanti nella trattativa con il solo Spalletti, ritenendo che la clausola del “patto di non concorrenza” firmato dal tecnico con De Laurentis riguarderebbe solo formazioni di club, concorrenti con il Napoli, in Italia o in Europa.

Non la pensa così il patron azzurro, che alla Gazzetta dello Sport ha ricordato come la clausola è stata fissata proprio per evitare, di fatto, la “finta” del tecnico, deciso a lasciare Napoli per prendersi una pausa di riflessione e poi pronto a cambiare idea per tornare ad allenare. Squadre di club o Nazionale, partendo da questo presupposto, poco cambia. La penale pretesa dal Napoli è a scalare: più passa il tempo e ci si avvicina alla fine del contratto rescisso, meno si paga. Ma la Nazionale, a un mese dal doppio appuntamento per le qualificazioni agli Europei, non può aspettare.

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