Immobilismo non dovrebbe entrare nella stessa frase di autotrasporto, considerati i chilometri che ogni giorno fanno gli autisti, eppure la situazione in questo periodo pare essere questa. E non è una bella notizia perché di problemi sul tavolo continuano a essercene molti. A parlarne è Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere: “Ho fatto un bilancio mentale di questi primi otto mesi del nuovo ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Posso dire che non è cambiato niente dal suo insediamento. Tolto il vice dei Trasporti, Galeazzo Bignami, che però ha la delega solo alla motorizzazione e che è disponibile all’ascolto, sono rimaste le regole vecchie. L’interlocutore privilegiato scelto da Salvini è di fatto Paolo Ugge’, una figura che da decenni pone se stesso come cerniera tra il governo e la rappresentanza del mondo dell’autotrasporto. Purtroppo i risultati di questa mediazione ‘atipica’, e lo dico con rammarico, sono tutt’altro che positivi. Il primo bilancio è dunque negativo, l’unico cosa positiva che è accaduta è che è sceso il prezzo dei carburanti, dunque la pressione degli autotrasportatori fisiologicamente è venuta meno. Ma tutti gli altri disagi sono ancora lì”.
Continua Franchini: “L’altro vice ministro, con delega all’autotrasporto, Rixi, ha annunciato il Tavolo delle regole: dopo aver fatto il primo incontro, non se n’è saputo più nulla”. L’immobilismo riguarda anche i bonus: “Sono stati promessi e ancora non ne abbiamo visto uno”. Oramai “gli autotrasportatori sono sfiduciati dalla politica e dalle associazioni di rappresentanza”.
Eccoli gli altri problemi che giacciono e che nessuno cerca di risolvere: “Le aste, in cui si presentano autisti con documenti incomprensibili di altri Paesi. Questo è un problemone in particolare nel Nordest, dove la concorrenza si basa sull’illegalità al ribasso. E’ impossibile controllare se chi viene a caricare è in regola, la stessa polizia non è in grado perché non comprende la lingua”.
Altro scoglio su cui si infrange il mare delle speranze dell’autotrasporto sono i valori di riferimento: “Il ministero ha elaborato le tabelle, dopo un periodo in cui erano state sospese. Si tratta di valori che arrivano direttamente dal ministero, dunque hanno autorevolezza, ma poi mediamente gli autisti girano a metà o meno della metà di quelle tabelle. Allora, dicono: di queste tabelle che ce ne facciamo? Fossero vincolanti, almeno si potrebbe andare dal committente a dirgli tu mi devi pagare tanto così. Ma sono solo di riferimento e sul mercato c’è di tutto e di più. Nessuno infatti va sul campo a verificare se vengano o meno rispettati. È grave che il ministero elabori costi che poi gli operatori non sono in grado di seguire”. Dice ancora la presidente: “Molte associazioni si vantano per questa nuova pubblicazione, dicendo di aver raggiunto il massimo risultato che si potesse conseguire”.
Nessuna novità anche sugli sconti: “Dovrebbero essere restituiti in fattura ai caselli con il telepass ogni fine mese e invece si continua a seguire il metodo secondo il quale ti devi obbligatoriamente associare a un consorzio che fa riferimento alle associazioni. Mediamente, in questo modo, lo sconto arriva con ritardo di due anni”.
Va di male in peggio se parliamo infine delle infrastrutture: “Si parla spesso del fatto che gli autotrasportatori siano obbligati a rispettare i tempi di guida/riposo, ma per farlo servirebbero infrastrutture adeguate, tipo aree di sosta accoglienti e funzionanti. Si potrà fare qualcosa con i soldi del Pnrr? Al momento sento parlare solo del Ponte sullo Stretto, su cui ho molte perplessità. Nel frattempo è stato raggiunto un accordo per i ristori per coloro che hanno effettuato viaggi in Liguria e che, a causa dei cantieri, hanno raggiunto ritardi paurosi. Sull’A14, invece, i cantieri e le corsie ristrette provocano incidenti e morti. Ripeto: speriamo che le nuove risorse possano servire per adeguare le infrastrutture autostradali”.
Ministro Salvini, se ci sei, batti un colpo.