cde-logo
Accedi
Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Green Pass, secondo Fiepet i gestori delle discoteche sono stati responsabili

La pandemia sta mettendo a dura prova la resistenza dei locali pubblici e tra questi ovviamente ci sono anche le discoteche. Tuttavia per il momento il settore sembra tenere, pur con tutte le riserve del caso. Filippo Grassi, responsabile Intrattenimento Fiepet Confesercenti, ha recentemente dichiarato che solo il 3% dei locali controllati dai Nas, tra discoteche, pub e sale da ballo, ovvero 8 locali su 261 e circa 9.000 persone, sono stati chiusi, “un dato fisiologico”. Nei controlli summenzionati sono state contestate 69 violazioni inerenti l’obbligo del cosiddetto super green pass.

La data spartiacque è stata l’11 ottobre 2021, quando si è tornati ad aprire i locali sebbene si potesse entrare solo con il green pass. A ormai tre mesi dalla decisione, Grassi può tracciare un bilancio e sottolineare che “i gestori sono stati responsabili e hanno attuato tutte le norme anti-covid”. A inizio dicembre si era parlato addirittura di portare la capienza delle discoteche dal 50% al 75% per tornare rapidamente ad una quasi normalità, ma poi la variante omicron ha fatto saltare il banco. Il decreto della Vigilia di Natale ha chiuso discoteche e sale da ballo portando all’esasperazione gli esponenti del settore.

Grassi ha lamentato che tale provvedimento ha causato danni enormi e condotto “all’abusivismo e ad assembramenti al di fuori dei locali, con ovvie ripercussioni sulla salute pubblica che si vuole tutelare”. Per Grassi servono subito indennizzi per le imprese perché queste non rientrano nei costi e c’è il rischio di chiusure di massa nei prossimi mesi.

Sulle legittime aspirazioni di Fiepet e gestori di locali pesa però il dilagare dei contagi, con il livello dei ricoveri negli ospedali in continua crescita. Al momento è improbabile che si possa assistere a un allentamento delle restrizioni. La stessa Fiepet tiene a precisare di essere completamente d’accordo sulle chiusure dei locali in caso di zona arancione o rossa. Non resta che attendere la discesa della curva dei contagi purché, nel frattempo, il comparto non sia troppo penalizzato.

Articoli correlati

Altre notizie

Altre notizie