Crescono gli affitti degli alloggi, ma cresce ancora di più il prezzo del mattone per chi vuole acquistare un immobile in Lombardia. Alla fine di giugno, per comprare casa in regione servono mediamente 2.728 euro/mq, in rialzo del 7% circa in un semestre. Nello stesso periodo i canoni di affitto risultano aumentati, ma in misura minore: +5,7%, superando i 18 euro/mq di media.
Milano è la città più onerosa per chi cerca casa in regione, nonché la più costosa in Italia, con 5.443 euro/mq di media, ma al contempo è il territorio in cui, insieme alla provincia di Como, i prezzi crescono meno su base semestrale, +1,8%.
È quanto rileva l’Osservatorio semestrale regionale realizzato da Immobiliare.it Insights, proptech company del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare.
Il mercato delle compravendite
Oltre ai prezzi, in Lombardia sale anche la richiesta di abitazioni in vendita, facendo segnare un +19,2% su base semestrale e un +6,2% nell’ultimo trimestre. Nonostante ciò, non si nota nessun decumulo dello stock, con l’offerta che anzi aumenta in modo consistente in sei mesi, +14,5%, per poi crescere in maniera più contenuta, +1,7%, negli ultimi tre mesi.
L’affordability, vale a dire l’accessibilità alle soluzioni immobiliari offerte, cala invece sia per i single che per le coppie nel semestre, rispettivamente dell’1,8% e del 2%. Chi cerca da solo può attualmente permettersi il 26,7% degli immobili sul mercato, mentre chi lo fa in due oltre la metà, il 54,7%.
I trend del mercato delle compravendite città per città
Milano è la città più onerosa per chi cerca casa in regione, nonché la più costosa in Italia, con 5.443 euro/mq di media, ma al contempo è il territorio in cui, insieme alla provincia di Como, i prezzi crescono meno su base semestrale, +1,8%. La stessa provincia di Milano sale molto di più nel periodo, +6,2%, raggiungendo i 2.225 euro/mq. Le due aree che meglio performano nei sei mesi sono il comune di Bergamo e la provincia di Pavia, entrambe su dell’8,2%. Bene anche la provincia di Sondrio, +7,1%.
Nessun territorio, né nel semestre né nel trimestre, mostra decrementi dei costi, con il comune di Sondrio che resta il capoluogo più economico (1.405 euro/mq di media), nonostante un aumento superiore al 5% nei sei mesi. Tra le province, la più conveniente è quella di Mantova, con 1.141 euro/mq medi.
Passando all’analisi di domanda e offerta, quasi tutti i territori seguono il trend di crescita regionale per entrambi gli indicatori, fatta eccezione per la provincia di Sondrio che, per una domanda in aumento nel semestre (+13%), evidenzia un decumulo, seppur misurato, dello stock (-0,7%). Tra le altre aree spicca il +36% dell’offerta in sei mesi nel comune di Monza.
Il mercato delle locazioni
Per quanto riguarda le locazioni, domanda e offerta si comportano in modo diametralmente opposto rispetto a quanto evidenziato nelle compravendite. Infatti, sia la richiesta che lo stock disponibile si riducono drasticamente su base semestrale, registrando rispettivamente un -7,8% e un -12%. E se lo stock aumenta leggermente nell’ultimo trimestre, pur rimanendo comunque in perdita dell’1,1%, la domanda prosegue nella tendenza negativa (-6,3%).
I trend del comparto delle locazioni città per città
Milano resta la città più cara anche se si guarda agli affitti, avendo superato la soglia dei 23 euro/mq di media a causa di un aumento dell’1,7% su base semestrale. La provincia di Pavia è però l’area che fa registrare gli incrementi maggiori nel periodo, nonché l’unica a crescere in doppia cifra, +16,7%. Tuttavia, in quella zona i canoni, pari a 8,8 euro/mq di media, rimangono ancora più bassi rispetto a molte altre parti della regione.
Alcuni territori fanno segnare delle contrazioni dei canoni nel semestre, ovvero i comuni di Bergamo (-0,7%), quello di Monza e della Brianza (-1,5%) e, soprattutto, la provincia di Sondrio, in calo del 7,6%.
Analizzando, infine, la domanda e l’offerta di locazioni, va evidenziato come, nei sei mesi, alcune aree lombarde non rispettino la tendenza generalizzata di contrazione per entrambi gli indicatori, mostrando invece segno più: per la domanda, gli aumenti più rilevanti sono il +22,9% del comune di Lodi e il +25,4% della relativa provincia, così come il +27,8% del comune di Cremona. Per quanto concerne lo stock disponibile, le crescite più corpose nel semestre emergono in provincia di Pavia (+34,2%) e nel comune di Varese (+25,3%).