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Le dure sfide delle piccole imprese, ma chi resiste aumenta i ricavi

TrendMarche

Il Covid, i conflitti in atto, l’inflazione, i cambiamenti climatici. E ora anche le incerte prospettive future, soprattutto in alcuni settori, legata all’intelligenza artificiale. Sono tante le incognite a cui hanno dovuto far fronte le piccole imprese, anche nelle Marche. Quelle che resistono, però, vedono incrementare i loro ricavi (+27,6%) e gli investimenti (+9,9%).

E’ quanto emerge da un’analisi condotta su 3.500 imprese artigiane e micro e piccole imprese del campione dall’Osservatorio congiunturale di TrendMarche, il rapporto semestrale sull’artigianato e sulla micro e piccola impresa, presentato ad Ancona.

Realizzato da Cna e Confartigianato Marche in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con le università Politecnica delle Marche e Urbino Carlo Bo, rappresenta una fotografia puntuale e accurata per quanto riguarda l’andamento di produzione, fatturato e investimenti. E’ stato inoltre presentato un focus sulla competitività del sistema produttivo marchigiano di fronte ai nuovi scenari del mercato globale.

“Le nostre imprese – hanno affermato il presidente Cna Marche Paolo Silenzi e il vicepresidente regionale Confartigianato Paolo Longhi – hanno avuto difficoltà a trovare materie prime e lavorati, hanno subito un forte incremento del costo delle risorse energetiche e dei costi logistici, l’aumento del costo del denaro. Hanno dovuto far fronte allo sviluppo del digitale e dello smart working, al crescere dell’economia green, alla mancanza di figure professionali adeguate alle loro esigenze, ad una continua insicurezza normativa”

I risultati di TrendMarche sono stati illustrati da Giovanni Foresti, Economista del Research Department Intesa Sanpaolo, Ilario Favaretto professore dell’università di Urbino “Carlo Bo” e Gian Luca Gregori, rettore dell’università Politecnica delle Marche. Per la Regione Marche sono intervenuti il presidente Francesco Acquaroli e l’assessore a Industria e Artigianato Andrea Maria Antonini.

Le imprese marchigiane in attività tra la fine del 2022 e la fine del 2023 sono scese da 140.066 a 135.205, con la perdita di 4.861 aziende. In calo anche le imprese artigiane passate da 40.657 a 39.543 con la scomparsa di 1.114 aziende attive.

Imprese in calo, dunque, ma chi ha resistito si è rafforzato sul mercato. I ricavi delle 3.500 imprese artigiane e micro e piccole imprese del campione analizzato dall’Osservatorio congiunturale di TrendMarche, sono aumentati del 27,6%. Tra i settori i ricavi nei servizi sono cresciuti del 33,5 per cento, nella manifattura del 29,9 per cento e nelle costruzioni del 16,3%. Anche gli investimenti sono aumentati del 9,9%. Negli ultimi due anni, malgrado un quadro economico in continuo cambiamento, il tasso di occupazione nelle Marche è aumentato del 3,2%. Tra maggio e la fine di luglio sono previste 44.490 nuove assunzioni ma il 51,5% è considerato di difficile reperimento.

Risparmio energetico e innovazione tecnologica sono le strade tracciate per la crescita delle imprese marchigiane. Il 41,8% delle assunzioni nel 2023 ha riguardato competenze green e il 17,8% competenze digitali. Anche gli investimenti green sono aumentati del 2,2% arrivando al 23,9%. Invece gli investimenti nel digitale, pur coprendo una quota del 61,2%, sono diminuiti del 5,8%.

La strada è tracciata ma è ancora lunga. Al momento quasi due imprese su tre (63,1%), secondo il focus di TrendMarche non ha in organico figure professionali competenti per la transizione energetica e digitale e solo il 6,2% intende assumere lavoratori specializzati in questi campi. Il 56,9% intende avvalersi di collaborazioni e consulenze esterne mentre il 35,4% non si doterà di figure professionali in questi campi.

Per sostenere i processi di transizione ecologica e digitale le micro e piccole imprese marchigiane chiedono più incentivi pubblici (72,3%), meno burocrazia (43,1 per cento) e percorsi formativi specifici (15%).
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, il 38,5% degli artigiani e piccoli imprenditori marchigiani, ammette di averne una conoscenza nulla o limitata e il 52,3% non è in grado di prevederne l’impatto sulla sua attività.

“I prossimi anni – hanno concluso Silenzi e Longhi – saranno decisivi ma se il sistema produttivo marchigiano delle micro e piccole imprese vuol tornare a correre nel nuovo contesto competitivo non ci sono alternative alla transizione green ed a quella digitale. Compito delle istituzioni pubbliche, delle università e della formazione regionale, degli istituti di credito e delle associazioni di categoria è quello di accompagnarle e guidarle in questo processo, aiutandole a trovare competenze e risorse adeguate alla sfida epocale che si trovano di fronte”.

 

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