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Il caporalato in Toscana: una piaga che non sembra finire mai. Operazione delle Forze dell’Ordine per sgominare una banda di malfattori.

Un’operazione di polizia, una delle tante purtroppo, è riuscita a sgominare una banda di “caporali” che gestivano le operazioni agricole in Toscana, tra Livorno e Grosseto. E subito plauso della Flai Cgil nazionale e del segretario generale della Flai Cgil Toscana Mirko Borselli, commentandola.
“Questa operazione deve essere un ammonimento per tutti”, spiega la Flai Cgil. “L’indagine coordinata dalla procura di Livorno sul caporalato in agricoltura dimostra quanto ancora ci sia da fare per garantire l’applicazione della legge e dei contratti – dichiara Mirko Borselli -. Si susseguono i casi, anche nella nostra regione, in cui il fenomeno viene contrastato dalle forze dell’ordine in assenza di reale efficacia in termini di contrasto preventivo”. Per la Flai Cgil “serve un salto di qualità sul piano del contrasto preventivo, le sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità debbono divenire appieno un reale strumento di contrasto e prevenzione al caporalato. In metà delle province toscane, ancora a distanza di otto anni dalla legge 199 che le ha previste, le sezioni territoriali non si sono neanche insediate. Queste sezioni dovrebbero garantire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, fare da collocamento pubblico, garantire le politiche di accoglienza, offrire il trasporto dei braccianti. Questo va fatto territorio per territorio perché significa poter calibrare e agire sulle peculiarità e diversità presenti, significa togliere ai caporali gli strumenti che utilizzano per intercettare lavoratrici e lavoratori in stato di grave vulnerabilità. Quando lo stato non presidia arrivano loro”.
“Le indagini – aggiunge Borselli – affermano altre dinamiche conosciute e su cui è necessario intervenire: il sistema degli appalti dietro cui si maschera sfruttamento dei lavoratori con vera e propria riduzione in schiavitù e di conseguenza condizioni lavorative che si prestano a gravi infortuni; caporali che reclutano lavoratori extracomunitari nei centri di accoglienza straordinaria in un contesto normativo che continua ad adottare un approccio emergenziale a fronte di un fenomeno strutturale, quello dell’immigrazione, che interessa regolarmente il nostro paese”.
La Flai Cgil, anche in Toscana, è in campo con il sindacato di strada come “strumento per intercettare lavoratrici e lavoratori che hanno evidenti difficoltà a presentarsi nelle nostre sedi, praticando il concetto di solidarietà e di riscatto da tutte le forme di sfruttamento”.

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