Nelle prossime settimane, la Conferenza Stato-Regioni esaminerà una proposta di modifica al Decreto ministeriale n. 617 del 2018, che definisce i criteri per il riconoscimento delle Organizzazioni di Produttori (O.P.) nel settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in conformità al Regolamento UE n. 1308/2013.
Il 2 dicembre 2021, il Parlamento e il Consiglio dell’UE hanno introdotto un emendamento sui criteri di riconoscimento, dichiarando che “Tali disposizioni non impediscono il riconoscimento delle organizzazioni di produttori dedite a produzioni su piccola scala”. Tuttavia, questa modifica non è stata ancora integrata nel Decreto, nonostante UNAPOL la solleciti dal gennaio 2022.
UNAPOL e Confagricoltura hanno proposto, senza successo, un sistema di riduzione proporzionale a scaglioni di fatturato, simile a quello dell’IRPEF, che avrebbe garantito un budget adeguato alle piccole O.P.
“Le O.P. rappresentano un baluardo per la biodiversità” afferma il presidente di UNAPOL, Tommaso Loiodice, “costituiscono uno strumento di valorizzazione delle produzioni rurali e regionali, DOP e IGP, e l’unica forma di assistenza organizzata capace di contrastare l’abbandono degli oliveti in aree marginali. Operano in zone montane o svantaggiate, dove la commercializzazione si concentra esclusivamente sul prodotto confezionato, poiché la morfologia del territorio non permette di concentrare grandi quantità di prodotto sfuso, il cui prezzo sarebbe comunque non competitivo. Nonostante l’impegno, raggiungere volumi significativi è estremamente difficile”.
UNAPOL, sempre a sostegno delle O.P. di qualsiasi dimensione e provenienza impegnate nello sviluppo del settore olivicolo, invita gli assessori regionali a sostenere il riconoscimento delle O.P. con produzioni su piccola scala in conformità alla normativa UE.