Duecentodiciottomila mansioni del pubblico impiego saranno svolte nei prossimi anni dall’intelligenza artificiale. Che comunque avrà un impatto con 1,8 milioni di dipendenti pubblici. E’ quanto prevede una ricerca del Forum PA che ha studiato il possibile impatto della nuova tecnologia sul lavoro pubblico in Italia. Che avrà un impatto particolarmente pesante sulle amministrazioni centrali, dove quasi la metà dei dipendenti (92mila) rischiano la sostituzione e circa il 92,2% del totale (196mila persone) dovrà cambiare il proprio modo di lavorare.
L’80% di coloro le cui mansioni impatteranno con l’intelligenza artificiale dovrebbe riuscire a integrare la nuova tecnologia, ottenendo notevoli miglioramenti. L’8% (circa 154mila dipendenti tra cui molte professioni del settore sanitario e diplomatico) è in una zona ambigua, tra potenziali sinergie e rischi di sostituzione.
In generale, viene indicato nella ricerca, le professioni ad alta specializzazione (come i ruoli direttivi, i dirigenti e i professionisti) hanno un forte potenziale di collaborazione, mentre quelle poco specializzate e routinarie sono “vulnerabili alla sostituzione”.