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Musica in crisi: nuove strade nel dibattito del Festival dell’Economia di Trento 2024

Festival dell'economia di Trento

Nel 1979, “Video Killed the Radio Star” dei The Buggles simboleggiava una rivoluzione nell’industria musicale. Oggi, si pone una domanda simile ma più inquietante: quale forza sta marginalizzando i musicisti contemporanei, stretti in un mercato che sembra ignorare le loro necessità? Questo tema cruciale è al centro delle discussioni del Festival dell’Economia di Trento 2024, evento promosso da Gruppo 24 ORE in collaborazione con Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con il supporto del Comune di Trento e dell’Università di Trento. Il festival offre una panoramica approfondita su un settore che, nonostante mostri segni di robusta salute economica, sembra non ascoltare le reali esigenze dei suoi protagonisti diretti: i musicisti, che in Italia sono oltre 43.000.

Il “Fuori Festival” diventa teatro di scambio e riflessione domenica 26 maggio, alle ore 12.00, con il talk “Etica ed economia nel music business: la strada cooperativa“, organizzato da Rete Doc, una delle principali reti cooperative artistiche italiane, su invito dell’Università di Trento.

Interverranno Demetrio Chiappa, presidente di Rete Doc, Andrea Ponzoni, CEO di Freecom Hub, e l’artista Omar Pedrini, sotto la moderazione di Francesca Martinelli, direttrice della Fondazione Centro Studi Doc. Attraverso un esame critico della situazione attuale, il dibattito si aprirà alla ricerca di nuove modalità operative, ispirandosi ai modelli di cooperazione.

Analisi del mercato musicale

Dopo la pandemia, il settore musicale ha mostrato segnali di ripresa, generando nel 2022 un fatturato di 26,3 miliardi di dollari, di cui una notevole quota deriva dallo streaming, secondo i dati della Fondazione Symbola. Nonostante ciò, per molti artisti, soprattutto in Italia, le condizioni sono tutt’altro che favorevoli. La maggior parte dei musicisti e cantanti guadagna in media 6.800 euro annui, una cifra inferiore alla soglia di povertà, senza contare la mancanza di tutele legali e i rischi di lavoro non regolamentato e burnout.

Verso un nuovo modello di business

L’evento esplorerà alternative al modello di business dominante, focalizzandosi su soluzioni cooperative che promuovono la sostenibilità economica e artistica delle carriere musicali. Durante il talk verranno presentati casi di successo e pratiche di management che valorizzano l’arte oltre il mero profitto.

Demetrio Chiappa illustrerà come Rete Doc fornisce un supporto concreto, offrendo una rete di cooperative che si estendono a vari ambiti creativi, in particolare nella musica. Andrea Ponzoni discuterà dei servizi di Freecom Hub, mentre Omar Pedrini condividerà la sua esperienza nel settore cooperativo, evidenziando come queste iniziative possano migliorare concretamente le condizioni di lavoro e la qualità artistica.

Rete Doc: un modello innovativo

Rete Doc si presenta come un modello unico di impresa cooperativa in Italia, servendo ampie fasce del settore culturale attraverso una vasta rete di professionisti. Con nove società affiliate, tra cooperative e Srl, e un fatturato di 80 milioni di euro nel 2023, Rete Doc è un esempio di come la cooperazione possa effettivamente arricchire e sostenere l’industria creativa.

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