Nel recente rapporto del 2023 sull’Indice di Benessere Equo e Sostenibile, redatto dall’Ires Cgil, emergono dati preoccupanti per la regione delle Marche. Il documento rivela un incremento delle persone a rischio di povertà, che ora raggiunge l’11,6% della popolazione, una percentuale che si distacca negativamente dalla stabilità osservata nel resto dell’Italia.
Parallelamente, si registra un aumento delle famiglie che vivono in condizioni di bassa intensità lavorativa, con membri attivi che lavorano meno di un quinto del tempo disponibile, una percentuale che attualmente si attesta al 6,4%. Inoltre, un segmento significativo delle famiglie vede il costo dell’alloggio assorbire oltre il 40% del reddito familiare, aggravando le difficoltà economiche di cittadini e studenti universitari. Questi ultimi, infatti, nel 29% dei casi, affrontano problemi nel sostenere le spese per affitti e bollette.
La situazione abitativa è ulteriormente complicata da un alto numero di sfratti per morosità e da emergenze legate a disastri naturali come terremoti e alluvioni. L’aumento delle persone che giungono a fine mese con gravi difficoltà economiche è palpabile, con una percentuale che è salita al 4,1%.
La regione mostra anche delle criticità nei servizi, in particolare nel settore sanitario. L’accesso ai servizi medici è problematico, con un incremento dell’emigrazione ospedaliera e un sovraccarico dei medici di medicina generale. Le lunghe attese per visite ed interventi chirurgici evidenziano la difficoltà del sistema sanitario di rispondere efficacemente ai bisogni della popolazione.
In ambito di trasporto pubblico, solo il 2,6% degli utenti sceglie treni o autobus per i propri spostamenti, rispetto a un predominante 80% che preferisce il trasporto privato. Questo evidenzia la necessità di migliorare l’offerta per promuovere una mobilità più sostenibile.
Loredana Longhin, segretaria regionale della Cgil Marche, ha espresso preoccupazione per l’attuale gestione regionale, sottolineando la distanza delle politiche attuali dalle reali esigenze dei cittadini e la loro inefficacia nel contrastare la povertà e garantire il diritto alla salute. Questi risultati sono un campanello d’allarme per la regione che, senza un intervento adeguato, rischia un declino inarrestabile.