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Pnrr, Comuni senza soldi: l’allarme Uncem

Il Pnrr, da opportunità, rischia di trasformarsi in un grande problema per molti Comuni italiani, che a causa dei ritardi nell’arrivo dei fondi rischiano di dover rinunciare ad alcuni progetti o, in caso contrario, il collasso finanziario.

A lanciare l’allarme è Marco Bussono, presidente di Uncem, per il quale sono 800 circa i Comuni in attesa di liquidazione di somme.

“È del tutto ingiustificabile i Comuni, e anche Comunità montane e Unioni montane, siano costretti ad attendere 3 o 4 mesi prima di ricevere sui loro conti correnti le somme rendicontate ai Ministeri a seguito di lavori effettuati e pagati” attacca Bussone. Che spiega: “Il Pnrr ha complicato un meccanismo già pieno di ombre e lungaggini. I Comuni beneficiari infatti ricevono solo una parte minima del finanziamento una volta assegnata l’opera. E poi entrano nel loop della spesa senza ritorno, aspettando Godot. Per piccole e medie opere, passate da legge di bilancio al Pnrr, e forse in procinto di andare su altri fondi, come l’FSC, gli Enti sono così costretti a spendere, rendicontare le risorse e aspettare. Troppo tempo passa dal pagamento delle ditte incaricate dai Comuni all’accredito delle risorse statali sui conti dei municipi. E così, la crisi finanziaria è dietro l’angolo”.

Oppure diventano l’impossibile polmone finanziario delle imprese che realizzano i lavori. Oppure ancora si rinuncia ai progetti, come stanno pensando di fare diversi sindaci.

“Le attese dei bonifici statali – prosegue il presidente di Uncem – sono inaccettabili. Vale per i Comuni più piccoli, che sopra i 100mila euro di esposizione che non rientra dallo Stato vanno in crisi. E per i più grandi. Figuriamoci quando in ballo vi sono opere da 1 o 2 milioni di euro, con stati di avanzamento chiari, ma con gli accrediti non ricevuti. Non è questo il PNRR che vogliamo. Se il rendiconto dei Comuni è ok, non dovrebbe passare più di una settimana per ricevere il bonifico dal Ministero titolare di bando e opera. Invece passano mesi. Burocrazia e tempi eterni che si scaricano sui più deboli, loro malgrado, i Sindaci e i Comuni. Inaccettabile e insostenibile”.

 

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