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Caro prezzi: dietro c’è la speculazione

Rincari speculativi un po’ in tutti i campi in Italia. La “spirale perversa” dei prezzi, come la definisce Rosario Trefiletti, presidente di Centro Consumatori Italia. Già nel 2022 c’erano stati aumenti, ma il 2023 rischia di essere ancora peggio, in particolare tra un mese.

“A oggi – avverte Giorgio Santambrogio, ceo del gruppo Végé – siamo arrivati a ben 320 richieste di adeguamento dei listini per il nuovo anno da parte dell’industria con rincari medi del 16%. E se per i prodotti per l’igiene della casa e della persona siamo nell’ambito dell’inflazione misurata, ci sono beni per cui gli incrementi richiesti sono superiori come il cibo per gli animali, la pasta, le birre, i sostitutivi del pane e in genere i prodotti venduti in contenitori di vetro. Ma il prezzo del vetro è sceso e quindi fa un po’ ridere che si giustifichino i prossimi rincari per il caro-imballaggio a meno che tutti abbiano comprato bottiglie e barattoli quando le quotazioni del vetro erano ai massimi”.

Le principali associazioni di categoria della grande distribuzione e del commercio hanno chiesto ai produttori di fermare i listini per i primi tre mesi del 2023 e di aprire un tavolo tecnico per fare il punto sull’andamento dei prezzi di materie prime, packaging e costi di trasformazione. “Ma finora – aggiunge Santambrogio – non abbiamo ricevuto risposte. E se non è corretto generalizzare su comportamenti speculativi, che si decida in anticipo, con l’aumento dei prezzi, di mettere fieno in cascina non va bene”.

L’anno scorso, gli italiani hanno speso 13 miliardi in più per comprare cibo e bevande, ma il caro carburanti avrà un effetto valanga su costi delle imprese e di conseguenza sulla spesa dei consumatori. L’avvertimento è di Coldiretti. “L’aumento dei costi energetici – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – favorisce le speculazioni anche nell’alimentare, dove per ogni euro speso dai consumatori appena 15 centesimi vanno in media agli agricoltori, ma se si considerano i soli prodotti trasformati la remunerazione nelle campagne scende addirittura a 6 centesimi”. E così se i prezzi al dettaglio delle verdure sono cresciuti del 25,1% in un anno, denuncia Coldiretti Puglia, nei campi bisogna vendere 7 chili di carciofi (con il crollo del prezzo fino a 18 centesimi al chilo) per pagarsi un caffè.

Nel 2023, secondo il Centro Consumatori Italia, il nuovo caro carburanti e gli altri rincari peseranno per 2.743 euro a famiglia (360 per il pieno e 464 per le bollette). Dietro c’è la speculazione, afferma ancora Trefiletti. Avremo 440 e 360 euro in più a famiglia per alimentazione e prodotti per la casa, 90 euro per bar e ristoranti, 20 per i servizi bancari, 45 per la sanità, 124 per i trasporti pubblici, 34 per la scuola e 265 per le tariffe professionali e artigianali. Trefiletti chiosa: “Succede che si sia portati a chiedere aumenti oltre l’eventuale incremento dei costi. E spesso avviene per emulazione: se al mercato il mio vicino di bancarella fa pagare di più la verdura, perché non devo aumentare i prezzi anch’io?”. A segnalare tutta questa situazione è QnEconomia.

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